Importanti novità nel mondo delle GAE, anche a tutela di chi usufruisce dei servizi di accompagnamento
Grazie al lavoro congiunto tra le associazioni di categoria: ASSOGUIDE, AIGAE, LAGAP, AGAE e l’Assessorato al Turismo della Regione Campania, si è giunti ad un importante risultato a favore delle GAE, con l’istituzione dell’Elenco Ricognitivo Regionale delle Guide Ambientali Escursionistiche
Una decisione che attua la Legge 4/2013 sulle professioni non ordinistiche a tutela degli utenti, grazie alla trasparenza delle informazioni sui professionisti dell’accompagnamento in natura.
La nascita dell’elenco regionale ufficiale delle GAE è il frutto di quanto perseguito dell’Assessore al turismo della Regione Campania, e del lungo lavoro di confronto tra gli uffici del suo Assessorato e le associazioni di categoria delle GAE.
È stato quindi pubblicato nei giorni scorsi l’Avviso pubblico di manifestazione d’interesse per la pubblicazione dell’elenco ricognitivo delle Guide Ambientali Escursionistiche.
Ecco le motivazioni e la logica, poste alla base della decisione maturata nei tavoli di lavoro con le associazioni delle Guide:
«A seguito dell’adozione della Legge 14 gennaio 2013, n. 4 recante “Disposizioni in materia di professioni non organizzate” sono state dettati i principi generali in ordine a tutte quelle professioni non organizzate in ordini o collegi e che svolgono “attività economica, anche organizzata, volta alla prestazione di servizi o di opere a favore di terzi, esercitata abitualmente e prevalentemente mediante lavoro intellettuale, o comunque con il concorso di questo, con esclusione delle attività riservate per legge a soggetti iscritti in albi o elenchi ai sensi dell’art. 2229 del codice civile”.»
Prosegue la Regione nelle premesse: «Tra le descritte attività è stata generalmente compresa la Guida Ambientale Escursionistica (GAE) che si propone quale figura professionale maggiormente orientata alla didattica afferente ai diversi aspetti ambientali, naturalistici, antropologici e culturali di un determinato territorio e quindi anche in grado di assicurare la necessaria tutela ed incolumità al fruitore turistico valorizzando, al tempo stesso, il territorio campano nel suo complesso.
Per tali motivi la Regione Campania, anche al fine di rispondere alle esigenze di sviluppo e tutela del patrimonio naturalistico del proprio territorio, rappresentate sia dal legislatore che dall’organo di governo regionale, ha inteso istituire un elenco ricognitivo regionale delle GAE finalizzato alla raccolta dei dati anagrafici dei professionisti residenti in Campania (…).
La predisposizione e la tenuta dell’elenco ricognitivo regionale rappresenta un efficace strumento per facilitare l’incontro tra la domanda e l’offerta dei relativi servizi professionali costituendo un utile database a favore di chi avrà l’esigenza di avvalersi di una prestazione qualitativamente elevata in modo diretto e sicuro attraverso una semplice e immediata consultazione.
Ecco quanto riportato nel testo della Regione:
«A garanzia della qualità del servizio offerto e dell’incolumità degli escursionisti, nel costituendo elenco saranno inseriti, su base volontaria, quei professionisti che siano alternativamente in possesso di uno dei sottoelencati documenti da allegare in copia all’istanza:
- attestato di frequenza con verifica dell’apprendimento finale, rilasciato dalle competenti autorità amministrative regionali e provinciali al termine di corsi per GAE;
- attestazione di qualità e qualificazione dei servizi professionali rilasciata dalle associazioni professionali iscritte nell’elenco ricognitivo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy MIMIT nella SEZIONE II – Associazioni che rilasciano l’Attestazione di qualità e qualificazione professionale dei servizi;
- attestato di frequenza di corsi di formazione con verifica dell’apprendimento finale rilasciato dalle associazioni di GAE iscritte al MIMIT purché sia previsto anche lo svolgimento di lezioni in presenza e prove pratiche.»
La Regione aggiunge poi ulteriori criteri, per la verifica dell’effettiva operatività e regolarità delle Guide inserite nell’elenco.
«Si richiede altresì, che i professionisti siano in possesso ed alleghino all’istanza, copia:
- di documentazione fiscale comprovante l’esercizio dell’attività in forma professionale ovvero, della documentazione fiscale comprovante lo svolgimento di almeno 90 giornate guida effettuate nei tre anni precedenti l’iscrizione, qualora l’attività sia espletata a titolo temporaneo;
- di polizza assicurativa certificata dall’associazione di appartenenza indicata nella attestazione di qualità e qualificazione professionale ovvero copia della polizza assicurativa per la responsabilità civile verso terzi con un massimale di almeno 5 milioni di euro.»
Ora l’augurio è che tale decisione venga presa al più presto anche dalle altre regioni non normate, con l’introduzione dei relativi elenchi, consentendo inoltre alle Guide, di operare liberamente su tutto il territorio nazionale, a cominciare dalla Regione Lazio, a garanzia di una sempre più chiara trasparenza sulla professione delle GAE e soprattutto per la tutela degli utenti che sempre più numerosi si affacciano alle attività escursionistiche, anche in provincia di Viterbo, dove negli ultimi tempi si è assistito positivamente ad un vero e proprio boom di camminatori ma anche di un crescente numero di “accompagnatori” più o meno improvvisati e non in linea con quanto previsto dalle disposizioni in merito.
A livello nazionale invece, con il nuovo anno è stato introdotto un codice ATECO specifico per le GAE, che rappresenta un ulteriore passo in avanti, verso il riconoscimento della PROFESSIONE delle GAE.
