Amare la Natura, significa prima di tutto rispettarla
In questo periodo di tarda primavera e inizio estate, la Natura è in piena attività. Molte piante sono in fiore, altre ci offrono già i loro frutti, ed altre li stanno portando verso la maturazione. Anche gli animali sono alle prese con i loro piccoli e se siamo veramente amanti della Natura, in questo periodo è nostro dovere prestare la massima attenzione. Può capitare infatti, che durante i nostri trekking o le nostre escursioni, di trovarci a tu per tu con un nido di uccelli, un piccolo di capriolo o di qualsiasi altra specie e in questi casi dobbiamo evitare azioni sbagliate che possano mettere a rischio la loro sopravvivenza. L’incontro con un piccolo di capriolo o di cervo, non è raro ed è possibile trovarli nascosti tra l’erba in attesa della madre. In questo caso, come per qualsiasi altro tipo di incontro, cerchiamo prima di tutto di spaventarli, per evitare che possano farsi del male nel tentativo di scappare, e soprattutto evitiamo di toccarli. Confondendo i loro odori con i nostri, le madri potrebbero non riconoscerli e abbandonarli al loro destino. Evitiamo anche di camminare all’interno di fossi e piccoli fiumi per non distruggere uova di pesci o di altre specie, e per non portare in acqua tramite i nostri scarponi o stivali, germi o sostanze potenzialmente dannose alla fauna acquatica. Troppo spesso purtroppo, anche durante le escursioni che faccio nei territori della Tuscia e della Maremma o in provincia di Viterbo più in generale, mi capita di vedere comportamenti sbagliati da parte di escursionisti poco attenti, ed il rischio di creare difficoltà alla fauna selvatica è sempre in agguato. Teniamo quindi i nostri cani al guinzaglio, teniamoci alla larga da piccoli selvatici, nidi, tane, guadiamo fiumi e fossi con attenzione e rispettiamo la Natura in tutte le sue forme. Massimo Calanca Guida Ambientale Escursionistica.
