L’istrice crestato è il più grande roditore europeo e si trova soltanto in Italia
Nei nostri boschi e in generale in Europa vivono diverse specie di roditori e tra queste, l’istrice è sicuramente quello dalle maggiori dimensioni.
Con una lunghezza che può arrivare a misurare circa 80 cm ed un peso compreso tra i 15 e i 30 kg, risulta essere “il gigante” dei roditori europei.
Con il suo corpo ricoperto di aculei, che possono raggiungere e superare i 35 cm di lunghezza è considerata l’unica specie di Istrice crestato presente in Europa, ma la sua popolazione è presente esclusivamente sul territorio italiano e i suoi individui sono gli unici nel loro genere, fuori dal continente africano.
La sua presenza in Europa è di fatto costituita solo dalle popolazioni dei boschi italiani e con molta probabilità è dovuta, all’introduzione da parte dei Romani che ne apprezzavano in modo particolare la carne o forse ad una sopravvivenza ininterrotta fin dal Pleistocene. In ogni caso, oggi rappresenta una delle specie più importanti per garantire l’equilibrio dei nostri ecosistemi.
La credenza popolare per cui l’Istrice sarebbe in grado di lanciare i propri aculei come se fossero dardi è una delle leggende più diffuse e anche la più difficile da scardinare.
Questo è dovuto al fatto che in caso di attacco da parte di predatori, tra i quali anche cani domestici, l’istrice risponde rizzando gli aculei per apparire più grande e facendoli vibrare, in segno di avvertimento, ma se l’aggressore insiste, l’Istrice passa all’attacco e caricando all’indietro riesce a conficcare i propri aculei nel corpo di chi lo sta minacciando, come se li avesse lanciati.
Gli aculei che sono un’evoluzione dei peli a scopo difensivo, sono infatti attaccati alla pelle, in modo abbastanza debole e possono staccarsi facilmente al minimo contatto. Un’arma micidiale che una volta conficcata nel corpo dell’aggressore è in grado di provocare gravi infezioni a volte anche mortali. Il sistema di difesa di cui l’Istrice è dotato lo rende quasi inattaccabile e di fatto ha pochi nemici naturali.
L’istrice è dotato di robusti arti e formidabili artigli, con i quali riesce scavare profonde e complesse gallerie nel sottosuolo, dove predispone la propria tana. Raramente però inizia un nuovo scavo partendo da zero ma più spesso colonizza tane già esistenti scavate da tassi o da volpi. In questi casi, si adopera ad ampliare il precedente scavo, aggiungendo una rete di gallerie, dotate di più uscite anche abbastanza lontane tra loro. Una volta terminata l’opera, l’istrice non impedisce a tassi e volpi di condividere gli spazi e di fatto in Italia, unico caso in Europa, le tre specie coesistono e convivono.
In inverno l’istrice non va in letargo ma la tana è il suo regno e al suo interno trova rifugio per trascorrere la maggior parte del tempo durante le giornate più fredde.
Ogni tanto esce dalla tana per nutrirsi ed essendo un erbivoro, va alla ricerca di tuberi, radici, bulbi, cortecce, cereali e frutti caduti sul terreno senza disdegnare alcuni tipi di ortaggi come ad esempio le patate. La cosa strana è che tra le sue abitudini alimentari c’è quella di rosicchiare ossi che trova in giro, abitudine più affine ai carnivori è vero ma rosicchiando ossi l’istrice oltre ad affilare e consumare gli incisivi che crescono in continuazione come in tutti i roditori, assume anche calcio e minerali. Vecchie tane abbandonate, non è raro infatti, trovarle piene di ossi.
All’interno delle tane, l’istrice partorisce e alleva i sui piccoli. La gestazione ha una durata di circa 3-4 mesi, al termine della quale, tra giugno e luglio, vedono la luce 1-4 nuovi individui. Alla nascita i piccoli dell’istrice risultano già ben sviluppati, con gli occhi aperti e con gli aculei ancora morbidi e flessibili. I piccoli possono contare su entrambi e genitori che almeno per i primi due mesi si alternano per vegliarli all’interno della tana. Dopo circa due mesi gli aculei saranno abbastanza induriti da permettere ai piccoli di potersi difendere e a quel punto pian piano, inizieranno a seguire i genitori anche furi dalla tana, soprattutto nelle ore di tarda serata o notturne per poi condurre una vita autonoma fino ad una età massima di circa 28 anni in cattività.
L’istrice è un animale piuttosto schivo e principalmente notturno ma può capitare di incontralo, lungo strade di campagna soprattutto di notte. Purtroppo non è raro che qualche individuo finisca investito dalle automobili come capita spesso anche ai tassi e alle volpi. È importante ricordare che l’istrice in Italia è una specie super protetta dalla Legge 157/1992, dalla Convenzione di Barna e dalla Direttiva 92/43/CEE dell’U.E. Allegato IV della Direttiva Habitat. Quindi ucciderlo, cacciarlo o catturarlo e assolutamente e severamente vietato. Durante un’escursione anche qui nel territorio della Tuscia, trovare i suoi aculei lungo un sentiero è un chiaro segnale della sua presenza e del suo passaggio nella zona ma visto che è molto schivo e diffidente, non sarà certo facile poterlo vedere. Se vuoi accontentati di raccogliere un aculeo come ricordo ma fai sempre molta attenzione a non pungerti per evitare possibili infezioni.
