Ruscus Aculeatus, comunemente chiamato Pungitopo
Quante volte in escursione vi sarete inavvertitamente punti con il pungitopo? Sicuramente diverse volte, ma quanti di voi sanno qualcosa in più su questa antichissima pianta? Di seguito provo darne un breve descrizione.
Il pungitopo (nome latino Ruscus Aculeatus) è un arbusto tipico della macchia mediterranea e nel territorio della provincia di Viterbo è possibile trovarlo con facilità, nel sottobosco delle splendide faggete e dei boschi in generale che caratterizzano le alture della Tuscia. In Italia è una pianta abbastanza diffusa che si può trovare anche oltre i 1.200 m s.l.m. nelle zone più a sud, e fino a circa 600 m s.l.m. nel resto del territorio.
Una delle caratteristiche più interessanti di questa erbacea cespugliosa sempreverde, sta in quelle che a prima vista possono sembrare le sue foglie ma che in realtà sono i suoi rami. Nel corso della sua millenaria evoluzione infatti, i rami (cladodi) di questa pianta si sono trasformati fino a prendere la forma di una “falsa foglia” aculeata all’estremità superiore.
Come succede nella maggior parte delle piante che producono frutti, anche nel pungitopo, in primavera si schiudono dei piccoli fiori di colore grigio/verde posti nella parte inferiore dei cladodi e una volta impollinati, producono delle piccole bacche verdi, che maturano durante l’inverno assumendo uno splendido colore rosso.
La riproduzione della pianta è garantita sia in modo vegetale, grazie alle estensioni radicali, sia per semina. Le bacche del pungitopo infatti, con il loro colore rosso, sono un’attrattiva irresistibile per alcune specie di uccelli che si nutrono di esse, garantendo la dispersione dei semi (1-2), al termine del ciclo digestivo.
Tra la fine di marzo e tutto il mese di aprile il pungitopo, produce nuovi germogli commestibili per l’uomo, detti turioni e simili agli asparagi selvatici. Dopo essere stati lessati, i germogli possono essere consumati conditi ad insalata o cucinati con le uova, cotte a frittata. Fin dall’antichità è stato utilizzato anche per le sue proprietà terapeutiche, utili a curare i vasi sanguinei o come antinfiammatorio, diuretico, antireumatico e febbrifugo. Si usava per via orale tramite un decotto.
ATTENZIONE: Le informazioni riportate non sono indicazioni mediche e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico.
Il nome comune “pungitopo” del Ruscus Aculeatus, deriva dal fatto che in passato, veniva utilizzato come barriera per proteggere le provviste alimentari dalle incursioni dei topi, i quali venivano facilmente respinti grazie agli aculei delle false foglie.
In Italia la raccolta smodata del pungitopo per i vari utilizzi umani, compresi gli addobbi natalizi, si era giunti ad una graduale riduzione della presenza della specie, tanto da doverla inserire nella lista delle piante protette in tutto il territorio nazionale e grazie a questo provvedimento, oggi il pungitopo cresce rigoglioso anche nei boschi della Tuscia, della Maremma e di tutta la provincia di Viterbo, dove svolgo più spesso la mia attività di accompagnamento, come Guida Ambientale Escursionistica.
Massimo Calanca associato a AssoGuide con tessera n° ASG118

