Quello delle GAE è un lavoro che richiede impegno, preparazione e rispetto delle regole.

Fortunatamente negli ultimi anni, sempre più persone si stanno avvicinando alla Natura e lo fanno semplicemente camminando lungo i tanti sentieri e ambienti naturali italiani e non solo, più o meno complicati da percorrere. Questo però non sempre è seguito da consapevolezza e preparazione da parte di chi si avvicina alle attività escursionistiche, che di fatto prevedono adeguato equipaggiamento, alcuni importanti accorgimenti e competenze varie (allo scopo ho messo a punto un Corso di Escursionismo, molto utile sia per i principianti sia per chi ha già qualche esperienza).

Come per tutte le attività umane, l’improvvisazione non è mai la scelta migliore e per evitare rischi e godersi in tranquillità, una giornata immersi nella Natura, ci si può rivolgere a professionisti del settore come le Guide Ambientali Escursionistiche per tutte quelle esperienze che non prevedono dispositivi per l’avanzamento come: corde, piccozze e ramponi.

La figura della GAE è presente in Italia già da molti anni e negli ultimi tempi si è sempre più diffusa in tutto il territorio nazionale. Non sempre però viene percepita dagli utenti, come figura professionale e questo porta spesso a sottovalutare quello che una Guida rappresenta e quali sono i benefici durante un accompagnamento. Quello delle GAE è un vero e proprio lavoro e come tale prevede preparazione, serietà, rispetto delle leggi, delle regole e degli adempimenti assicurativi e fiscali.

In Italia al livello legislativo, ci sono purtroppo diverse lacune e ci si rifà alla Legge 4/2013 che dà “Disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordini o collegi”. Pubblicata nella G.U. in data 26 gennaio 2013, promuove l’autoregolamentazione volontaria delle professioni non regolamentate e delle loro associazioni, con l’obiettivo di creare dei marchi di qualità che siano distintivi per i professionisti e soprattutto per dare garanzie agli utenti che utilizzano i servizi prestati. (v. artt. 4, 7 e 8).

Negli anni in Italia, sono nate diverse Associazioni di categoria alle quali una GAE può iscriversi (previo dimostrazione dei requisiti necessari o in qualche caso, superamento di un esame), per essere inserita negli elenchi  riconosciuti dal Ministero delle attività produttive e del Made in Italy (ex MISE) e ottenere l’Attestato di Qualità e Qualificazione Professionale che viene rilasciato anno per anno solo a chi è in grado di dimostrare, di aver accumulato le ore di formazione e aggiornamento professionale, previste dai regolamenti.

Una professione vera e propria quindi, che non può essere sottovalutata e tantomeno sminuita o ancora peggio improvvisata. Va anche detto che l’iscrizione ad una delle varie Associazioni di categoria non è obbligatoria ma sicuramente consigliata e una GAE iscritta e qualificata, può dare sicuramente maggiori garanzie agli utenti, anche dal punto di vista della responsabilità civile.

Camminare con una GAE, non è solo una passeggiata in mezzo alla natura, ma rappresenta un vero e proprio viaggio culturale. Una GAE è in grado di far scoprire le storie degli uomini e delle donne che hanno abitato e abitano i luoghi che si attraversano, le loro usanze e tradizioni, l’enogastronomia, le piante e gli animali presenti, l’evoluzione e la trasformazione del paesaggio e tanto altro.

È necessario conoscere ed amare un territorio, per riuscire a trasmettere conoscenza e amore a chi decide di scoprirlo veramente e non solo attraversarlo, come spesso accade a chi cammina senza l’accompagnamento di una GAE. Si, probabilmente riuscirà a divertirsi lo stesso, ma quanti particolari, quante sensazioni, quante emozioni e tanto altro, non faranno parte della sua esperienza lungo il sentiero?

Da quanto premesso, nasce la mia scelta di formazione, la collaborazione con colleghi anche più esperti di me, il continuo aggiornamento professionale e l’iscrizione al registro nazionale, tramite l’Associazione di categoria AssoGuide (www.assoguide.org), per svolgere nel miglior modo possibile, la mia attività di GAE, nei territori della Tuscia, della Provincia di Viterbo in generale, della Maremma e delle montagne dell’Appennino centrale, per rendere l’esperienza di chi si affida a me, un’esperienza più completa e appagante.

Il lavoro di una GAE non inizia nel momento in cui ci si incontra con gruppo di escursionisti all’inizio di un’escursione, di un trekking o di un cammino ma molto prima. Una GAE, studia il percorso, le condizioni meteo, la sicurezza e tutto ciò che sarà importante da tenere a mente durante lo svolgimento dell’attività, andando a verificare sul campo con un sopralluogo. Il sopralluogo infatti non rappresenta solo una verifica del percorso, ma dà alla GAE la possibilità di prevedere vie alternative, ripari e quant’altro possa essere utile in caso di necessità. La GAE, deve saper far fronte a piccoli imprevisti come per esempio la rottura improvvisa di uno scarponcino e chiaramente sapere cosa fare in caso di possibili interventi di primo soccorso più o meno seri.

Durante lo svolgimento dell’attività la GAE si pone anche come “divulgatore scientifico” e più spesso come educatore ambientale per la conoscenza e la tutela degli ambienti naturali e lo fa con parole e concetti semplici, per una facile e veloce comprensione, da parte degli interlocutori.

Massimo Calanca, GAE associato a AssoGuide con tessera n° ASG118 www.grandipassitrek.it