Esistono delle regole comportamentali per praticare le attività escursionistiche?
Il saluto sui sentieri, il silenzio nei boschi, il rispetto per chi sale e per l’ambiente. Sono soltanto alcune delle norme che fanno parte di un codice non scritto, che ogni escursionista dovrebbe sempre tenere a mente.
Ci sono buone regole che ogni escursionista dovrebbe osservare. Salutare chi si incontra sul sentiero, dare la precedenza a chi sta salendo, abbassare il tono della voce nel bosco, raccogliere e riportare indietro i propri rifiuti. Chi frequenta la montagna e gli ambienti naturali in generale, conosce o dovrebbe conoscere questi gesti quasi in modo istintivo, anche se non sempre sarebbe in grado di dire dove li abbia imparati. In effetti, non sono scritti in nessun regolamento, non esiste una legge che li imponga e anche tra noi Guide, siamo pochi quelli che li espongono e li evidenziano a chi affronta le prime escursioni. Eppure sono parte integrante di quell’insieme di consuetudini che in molti definiscono come, il “galateo della montagna” e meglio sarebbe definirlo, il “galateo dell’escursionista”.
Più che un insieme di regole, si può considerare come un linguaggio condiviso. Un modo di comportarsi che nasce dal buon senso, dall’educazione, dalla sensibilità, dalla propria esperienza e da quella degli altri, che per decenni, quando la frequentazione dei sentieri non era così numerosa come negli ultimi tempi, il più delle volte, si è trasmesso semplicemente osservando i più esperti.
Oggi sempre più persone si approcciano all’escursionismo e sperare che tutti imparino le regole comportamentali da tenere in montagna o in altri ambienti naturali solo osservando i più esperti, non è più sufficiente e si rende necessaria una maggiore attenzione al fenomeno per ridurre il più possibile l’impatto ambientale e aumentare al massimo i margini di sicurezza.
Le Guide Ambientali Escursionistiche, per la specifica formazione che hanno e per il tipo di attività che svolgono, rappresentano una preziosa risorsa e sono particolarmente adatte a divulgare tutte quelle regole comportamentali che chiunque si approcci alle pratiche escursionistiche dovrebbe conoscere.
Alla fine dell’Ottocento, il celebre scrittore appassionato di montagna Leslie Stephen, alla vista delle Pale di Primiero, annotava una frase rimasta celebre:
“Rimasi in silenzio davanti alle cime del Primiero e vidi in esse una terra nuova, ancora intonsa dal piede del turista”
Questa forse, rappresenta una delle prime riflessioni sul rapporto tra turismo e montagna. Stephen invitava a non trasformare le Alpi in un palcoscenico, a rispettarne il silenzio, a riconoscere l’esperienza delle Guide locali e ad attraversare i luoghi senza modificarli. Un concetto attraverso il quale non stava imponendo un regolamento, ma stava di fatto descrivendo il modo di stare in montagna e in tutti gli ambienti naturali.
Anche se oggi non tutti gli escursionisti ne sono a conoscenza, molti dei comportamenti che generalmente consideriamo parte del galateo della montagna, affondano le proprie radici esattamente in quel modo di vivere le montagne che intendeva Stephen.
Tra i modi comportamentali, il saluto ad esempio, non nasceva semplicemente come gesto di cortesia. Infatti, quando gli incontri sui sentieri erano abbastanza rari, fermarsi a scambiare due parole con chi si aveva davanti, rappresentava il modo migliore per avere uno scambio di utili informazioni oltre ai semplici convenevoli.
Lo stesso vale per l’accortezza nel dare la precedenza a chi sale. Chi affronta una salita infatti, regola il proprio ritmo passo dopo passo e interromperlo, in caso di sentieri particolarmente ripidi e impegnativi, significa spesso aumentare lo sforzo necessario per ripartire. Lasciare passare chi sta salendo è quindi una forma di rispetto nata dall’esperienza diretta, maturata in montagna e sarebbe buona norma metterla in atto su ogni tipo di sentiero in salita.
Osservare il silenzio durante un’escursione, ha un’origine pratica oltre che simbolica. Serve a non disturbare la fauna e gli altri escursionisti, evitare il forte vociare, soprattutto quando si procede in gruppi numerosi, rappresenta anche il riconoscimento che la montagna e gli ambienti naturali possiedono già una propria “voce” che si avverte tramite il rumore del vento, dei torrenti, dei boschi, il canto degli uccelli o i versi degli animali selvatici. Chi abbassa il tono della propria voce non soltanto segue una regola di buona educazione ma prende semplicemente atto del luogo in cui si trova e si regola di conseguenza.
Oggi uno dei cardini dell’escursionismo responsabile è rappresentato dalla regola del non lasciare treccia e Stephen, attraverso l’osservazione di una montagna, aveva già intuito il concetto scrivendo la frase: “intonsa dal piede del turista”. Attraversare un ambiente senza alterarlo significa riconoscere che quel paesaggio non appartiene a chi lo sta percorrendo, ma che deve continuare ad esistere ben oltre il proprio passaggio osservando il massimo rispetto e questo deve essere inteso come un dovere, da parte di tutti.
A distanza di tempo tra gli escursionisti, molte di quelle consuetudini sono rimaste invariate mentre altre, inevitabilmente, si sono trasformate o adeguate ai tempi.
Ci sono ad esempio alcuni sentieri, dove nelle giornate estive transitano migliaia di persone e in questi, contesti salutare ogni escursionista diventa quasi impossibile e anche lo scambio di informazioni sul percorso ha perso gran parte della funzione che aveva nell’Ottocento. Dove arriva l’overtourism, cambia inevitabilmente anche il linguaggio della montagna.
Questo però non significa che il galateo della montagna abbia perso il suo valore, magari è cambiato il contesto in cui quei gesti vengono compiuti. Il saluto, può non servire più per sapere dove conduca un sentiero o se il valico sia innevato o meno ma può rappresentare un segno di reciproco riconoscimento, tra chi vuole portare avanti con orgoglio questi semplici gesti che fanno parte dei rapporti umani.
La precedenza, il silenzio, il rispetto dell’ambiente e tutte le altre buone regole comportamentali, continuano a ricordare che un sentiero è prima di tutto uno spazio condiviso e le azioni del singolo possono influire in modo positivo o negativo sull’esperienza degli altri facendo la differenza.
Per chi volesse approfondire, Grandi Passi Trek propone corsi di escursionismo a partire dalle nozioni base e sono rivolti a chiunque voglia avvicinarsi alla pratica dell’escursionismo con una certa consapevolezza non solo dal punto di vista tecnico ma anche comportamentale.
Oggi molti ambienti naturali, compresi quelli in montagna sono molto più frequentati di quanto lo fossero qualche anno fa e giustamente non possono e non devono risultare esclusivi ma bisogna ricordarsi e tenere a mente che molti luoghi richiedono preparazione, rispetto per l’ambiente e per gli altri o che molto più semplicemente richiedono il giusto modo per essere vissuti.
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