Il ruolo dei fungi in un bosco
I funghi non sono semplici “ospiti” del sottobosco che spuntano dopo la pioggia, ma i veri e propri registi occulti che tengono in vita l’intero ecosistema forestale. Senza di essi, i boschi come li conosciamo smetterebbero di esistere nel giro di pochissimo tempo.
Il loro ruolo si articola in tre funzioni vitali che regolano la vita, la morte e la rinascita della natura.
I funghi saprofiti sono i riciclatori ufficiali della foresta. Foglie secche, rami spezzati, tronchi caduti e resti animali vengono costantemente degradati da questi organismi.
Nei boschi nascono tantissime specie di funghi, alcuni grandi e medio grandi e altri anche piccolissimi, con forme e colori diversi, ma tutti riescono a spezzare la lignina e la cellulosa, i componenti più duri del legno che quasi nessun altro essere vivente riesce a digerire.
Questa loro capacità trasforma la materia morta in humus, liberando elementi chimici fondamentali come carbonio, azoto e fosforo che tornano nel terreno come elementi vitali, pronti a nutrire le nuove piante. Senza di loro infatti il bosco resterebbe soffocato dai suoi stessi detriti.
La maggior parte degli alberi vive in simbiosi con i funghi attraverso le micorrize, un’intricata rete sotterranea formata dai filamenti del fungo (il micelio) che si fondono con le radici delle piante. Si tratta di una vera e propria “rete internet biologica”, spesso chiamata dagli scienziati Wood Wide Web.
Il fungo, non essendo in grado fare la fotosintesi, riceve dall’albero gli zuccheri di cui ha bisogno per vivere. In cambio, grazie alla sua fitta rete sotterranea cede alle piante, acqua e minerali (come il fosforo), che riesce ad assorbire da quelle profondità che le radici dell’albero non potrebbero mai raggiungere.
Attraverso questa rete, gli alberi della foresta possono scambiarsi nutrienti. Se un albero giovane rimane all’ombra, gli alberi più grandi possono “inviargli” zuccheri tramite i funghi. Inoltre, se un albero viene attaccato da parassiti, può inviare segnali chimici di allarme lungo la rete per avvisare le piante vicine, che inizieranno a produrre difese immunitarie.
Alcune specie di funghi vengono definiti parassiti e seppure il termine “parassita” possa sembrare negativo, questi funghi svolgono un ruolo ecologico cruciale per la biodiversità e la salute del bosco nel lungo periodo infatti, attaccano gli alberi già indeboliti, malati o troppo vecchi, accelerandone la fine, creando spazio e luce per le nuove generazioni di alberi e piante del sottobosco. Inoltre, scavando i tronchi delle piante vive, creano cavità che diventano rifugi perfetti per uccelli, insetti e piccoli mammiferi.
Quando passeggiamo in un bosco e vediamo un fungo, stiamo osservando solo il suo “frutto” (il corpo fruttifero). Sotto i nostri piedi si estende un organismo immenso che unisce, nutre e protegge l’intera comunità vegetale. I funghi ci ricordano che in natura nulla vive da solo e che la cooperazione è la chiave per la sopravvivenza di un intero pianeta.
Molto spesso purtroppo è capitato anche durante i nostri trekking autunnali tra Tuscia e Maremma, di vedere funghi divelti o calpestati da fungaioli inesperti o dal passaggio di gruppi di escursionisti non rispettosi che si muovono in autonomia o con accompagnatori improvvisati.
Evitiamo quindi di calpestarli o strapparli dal terreno ed eventualmente, raccogliamo nel modo corretto, soltanto quelli di cui siamo certi di poterli riconoscere come commestibili.
