Incontro ravvicinato con la prima vipera della stagione
La primavera e le belle giornate, invogliano a praticare escursioni e passeggiate negli ambienti naturali e lo scorso sabato 8 marzo, durante una escursione a Corviano, nella meravigliosa terra della Tuscia in provincia di Viterbo, abbiamo avuto il primo incontro della stagione con una piccola vipera. Nulla di pericoloso se impariamo a riconoscerle e a muoverci con attenzione.
La primavera è il momento del risveglio della natura e come molti altri animali, riprendono le proprie attività anche le vipere. A marzo i maschi ricominciano a vagare alla ricerca di una compagna e in questo primo periodo primaverile, sono meno accorti ed è più facile poterli incontrare. Come facciamo a riconoscere una vipera? E quali attenzioni dobbiamo osservare per evitare un possibile morso?
In Italia attualmente vivono due sole famiglie di serpenti, quella dei colubridi e quella dei viperidi. I colubridi sono tendenzialmente innocui per l’uomo, in quanto sprovvisti di ghiandole velenifere, mentre la famiglia dei viperidi, può essere potenzialmente pericolosa in caso di morso. La famiglia dei colubridi si divide in tre sottofamiglie: colubrini, natricini e boigini. Quella dei viperidi, invece, ha una sola sottofamiglia che si divide in 4 specie: la vipera aspis o vipera comune, il marasso, la vipera dell’Orsini e la vipera ammodytes o vipera del corno. Le vipere in Italia sono presenti su tutto il territorio nazionale, esclusa la Sardegna e sono distribuite in modo differenziato in base alla specie.
La vipera aspis o vipera comune è presente, sulle Alpi, sugli Appennini e in diverse parti del territorio italiano, come per esempio il territorio della Tuscia. Il suo habitat preferito è caratterizzato da luoghi caldi e asciutti e si estende dalle zone pianeggianti, fino ad oltre i 2500 metri di quota. Normalmente ha un carattere mite e tende a fuggire se molestata.
La vipera berus o marasso palustre, si trova più spesso nelle zone montuose del Nord Italia, ma è possibile trovarla anche in acqua. È una specie piuttosto aggressiva e se viene provocata, può attaccare con estrema facilità
La vipera ammodytes o vipera dal corno è facilmente riconoscibile, dalla presenza di una piccola protuberanza, posta sulla punta del muso che assomiglia ad un corno. La sua presenza è particolarmente incentrata nella zona nord-est del Paese, comprese le Dolomiti. Il suo habitat preferito è costituito da zone aride, pendii e pietraie. Nonostante sia poco aggressiva, il suo veleno, in caso di morso è il più pericoloso, rispetto a tutte le altre specie presenti in Italia.
La vipera ursinii o vipera dell’Orsini è presente principalmente nelle zone dell’Appennino Abruzzese e Umbro-Marchigiano, in modo più particolare sul Gran Sasso e i monti della Laga. È la più piccola delle specie presenti ed è la meno pericolosa.
Poterle riconoscere e distinguerle dai colubridi è abbastanza facile. Rispetto ai colubridi, hanno dimensioni più contenute, (la lunghezza massima per le specie più grandi, può arrivare al massimo ai 70 cm) la testa è più schiacciata e vista dall’alto ha una forma quasi triangolare con la zona orbitale più sporgente ed evidente, il corpo rimane più tozzo, con la coda sensibilmente più corta e la pupilla degli occhi verticale anziché tonda. Per quanto riguarda la colorazione, può variare dal grigio al marrone con disegni a “zig zag” sulla schiena, particolarmente evidenti per la berus, la ursinii e la huggy (altra specie diffusa nelle regioni del Sud Italia). Per quanto riguarda il marasso, non sono rari anche individui di colorazione scura tendente al nero.
La specie presente nel territorio della Tuscia in provincia di Viterbo è la vipera aspis o vipera comune, la cui colorazione è tendenzialmente marrone o in alcuni casi grigia, con striature nere a “zig zag” sulla schiena. La colorazione dorsale dei maschi è generalmente più marcata ed il colore del fondo più scuro, tendente al nero rispetto alle femmine che invece si presentano con una colorazione più chiara.
La vipera è un animale schivo e molto legato al territorio. Il fatto di essere a sangue freddo, rende molto difficile avere un incontro ravvicinato durante i periodi più freddi. Nella stagione invernale infatti, osserva una specie di ibernazione, solitaria o in gruppo. Alcune specie, pur evitando di percorrere lunghe distanze, tendono a migrare a quote più basse, alla ricerca di condizioni climatiche più favorevoli.
Come già detto, la ripresa delle attività ha inizio nel mese di marzo, quando i maschi iniziano a girovagare alla ricerca di una compagna per accoppiarsi. Subito dopo il periodo degli accoppiamenti, le vipere presenti qui in Italia, tendono a spostarsi poco e cacciano le loro prede che possono variare a seconda della specie: piccoli rettili, cavallette, piccoli pesci e più raramente piccoli mammiferi e piccoli uccelli.
I tipi di terreno in cui le vipere vivono e si riproducono spontaneamente sono costituiti da zone con erba alta, prati, zone collinari e boschi, fino al limite delle praterie in quota. La possibilità di incontrare una vipera da parte di escursionisti, si può verificare più spesso al sorgere del sole, nelle ore mattutine, quando per riscaldarsi ai primi raggi, si posiziona sopra cumuli di pietre, mucchi d’erba o qualsiasi altro posto leggermente rialzato e soleggiato.
In quei momenti, essendo più lenta perché non ancora termoregolata, in caso ci dovessimo inavvertitamente avvicinare, potrebbe sentirsi minacciata e piuttosto che scappare, se necessario tenderà più facilmente a mordere.
È anche possibile che si possano incontrare, vicino a ruscelli, pozze d’acqua e piccoli incavi, dove non soltanto, possono trovare delle prede, ma anche dissetarsi.
Per evitare di essere morsi da una vipera, sta a noi prestare la massima attenzione, quado ci dobbiamo sedere, o dobbiamo oltrepassare un tratto nell’erba alta, oppure raccogliere qualcosa a terra, come fiori, funghi o quant’altro attiri la nostra attenzione o curiosità.
Utilizziamo sempre calzature adatte, pantaloni lunghi o in caso di pantaloncini, indossiamo calzettoni spessi a protezione delle caviglie e della parte bassa delle gambe. Prima di sederci o mettere le mani a terra, ispezioniamo bene con un bastoncino da trekking e assicuriamoci che non ci sia pericolo e nel caso ci fosse una vipera, lasciamola andare via in pace ed eventualmente scegliamo un altro posto per fermarci. Ricordate in oltre che le vipere, come tutti gli altri rettili in Italia, fanno parte delle specie protette e la loro uccisione otre che inutile e dannosa per l’ambiente è perseguibile penalmente dalla legge.
Godetevi le vostre passeggiate in mezzo alla natura ma tenete gli occhi ben aperti e prestate attenzione.
