Eremo di San Girolamo

Tra i faggi secolari della faggeta del monte Fogliano, non lontano da San Martino al Cimino o da Vetralla, l’eremo di San Girolamo rappresenta uno dei tanti siti fuori dai circuiti del turismo di massa, ma facilmente raggiungibile in tutte le stagioni, grazie a una buona rete di sentieri.
L’eremo, si trova nel fitto della bellissima faggeta del bosco di Sant’Angelo, ed è stato interamente scavato nella roccia, con l’aiuto di manovalanza, pagata da un certo frate Girolamo Gabrielli, rampollo di una facoltosa famiglia senese che nella prima metà del ‘500, decise di ritirarsi in questa zona della Tuscia per dedicare la sua vita alla meditazione ed alla preghiera.
Circa due anni dopo, nel 1527, i lanzichenecchi diretti a Roma per metterla a sacco e catturare papa Clemente VII per conto dell’imperatore Carlo V, si fermarono all’eremo di San Girolamo distruggendolo e malmenando il povero frate che salvata la pelle se ne ritornò a Siena, lasciando tutti i suoi averi ai poveri.
Per raggiungere l’eremo, si può partire dal bellissimo borgo rinascimentale di San Martino al Cimino, da Vetralla o altre località minori, con percorsi di vario genere (lunghezza, dislivello e impegno), ma tutti facilmente percorribili e adattabili a seconda delle esigenze.