In posizione quasi centrale tra la valle del Tevere e l’Agro Falisco, il monte Soratte si erge in modo isolato e abbastanza lontano dall’appenino centrale, tanto che nel Pliocene era un’isola nel mare, che all’epoca sommergeva gran parte dell’attuale territorio italiano.
La sua posizione così insolita ha sicuramente influito sulle immaginazioni dei popoli che si sono susseguiti nelle varie epoche, tanto da essere stata da sempre, considerata un montagna sacra.
Le sue cavità carsiche e le sue creste, hanno dato origine ad antichissime legende che ancora oggi vengono tramandate dalla tradizione orale.
Lungo i suoi fianchi sorgono diversi eremi, costruiti in vari periodi, mentre sulla cima, a quota 691 m slm, svetta l’eremo di San Silvestro un’antichissima chiesa romanica, edificata sopra un precedente luogo di culto pagano e dove la tradizione vuole che fu proprio in questo luogo che l’imperatore Costantino si convertì al cristianesimo.
A poco meno di un’ora da Viterbo, si può raggiungere Sant’Oreste tramite l’autostrada A1. Da paese, partono una serie di sentieri che si diramano sulla montagna e attraverso i quali si possono raggiungere varie destinazioni, tra cui la più ambita, e cioè la vetta.
In vetta si ha una vista panoramica a 360° sulla grande pianura sottostante e nelle giornate limpide è possibile scorgere buona parte delle vette dell’Appennino centrale, diversi paesi dell’Agro Falisco, il lago di bracciano e persino Roma.
Per la sua posizione strategica e per la sua conformazione geologica inoltre, il monte Soratte fu scelto durante il conflitto della seconda guerra mondiale, per la costruzione di un bunker all’interno delle sue cavità carsiche e fu utilizzato come centro di comando, rifugio antiaereo e persino come fabbrica di armi.
Tutti i sentieri, facilmente percorribili e di medio impegno sono alla portata di gran parte delle persone.
