Una grande emozione all’alba sul Vettore
Una splendida nottata sul Monte Vettore, per una volta lontani dalla Tuscia e dalla provincia di Viterbo, per assistere all’alba di un nuovo giorno.
Siamo partiti con un leggero vento che fortunatamente è rimasto tale e con una splendida luna ad illuminarci il sentiero. La salita è subito abbastanza impegnativa ma la determinazione è tale che quasi non sentiamo la fatica. Poco dopo, sotto di noi i profili illuminati dei paesi a fondo valle, e si continua a salire. Al Vettoretto, il sentiero riprende a salire dopo un tratto meno ripido e ci dirigiamo al rifugio Zilioli dove siamo arrivati poco prima delle 02,00. Al rifugio, ci ritroviamo con altri escursionisti diretti alla nostra stessa meta, ci fermiamo per riposare un po’. Nel frattempo una lunga fila di luci sta salendo verso il Zilioli, più tardi saremo veramente in molti. Alle 04,00 decidiamo di partire per la vetta e preparati gli zaini andiamo abbastanza speditamente. Lungo il sentiero, troviamo una vipera purtroppo è morta ma ci dà l’occasione di parlare di questi affascinanti rettili. Togliamo la vipera dal sentiero e andiamo oltre. Il buio della notte comincia a lasciare spazio a qualche leggero bagliore e poco più avanti si comincia ad intravedere il profilo della croce di vetta, che raggiungiamo nel giro di qualche minuto. Sono circa le 04,40 e siamo in vetta insieme ad altre due persone che hanno scelto di dormire lì. Volgiamo lo sguardo indietro e un serpentone di luci sta salendo verso di noi, ci troviamo un posto e attendiamo. La luna è nascosta dietro una nuvola ad Ovest mentre ad Est una lunga striscia rossastra colora l’orizzonte e viene interrotta a tratti da una nuvola che sta salendo. Poco dopo, la vetta è piena di persone in attesa dell’alba che sta per iniziare, mentre la luna sta ormai scomparendo dietro il profilo del Redentore per lasciare la scena al sole. Ci godiamo lo spettacolo e ed il tepore del sole e poco dopo iniziamo a scendere. Giunti di nuovo al Zilioli, prepariamo un caffè alla valdostana circondati da tantissime stelle alpine e riprendiamo la discesa fino alle auto. Il sentiero è costeggiato da una grande varietà di piante fiorite e su una di queste, un bruco di Sfinge dell’ Euforbia, sta facendo colazione. Un salto a Castelluccio di Norcia per mangiare e bere qualcosa e concludiamo così la nostra piccola ma intensa avventura.

